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Disturbo Borderline: Adolescenza di Confine

 

Il disturbo borderline  è caratterizzato, principalmente, da oscillazioni delle relazioni affettive. 

Questa  “disregolazione affettiva”  impone al paziente borderline l’impossibilità di instaurare relazioni umane stabili, perfino con familiari e amici. La persona borderline si presenta come un individuo estremamente bisognoso di affetto ma caratterizzato da una estrema dimensione di rabbia , da comportamenti autolesivi e dalla totale incapacità di vivere esperienze di abbandono.

Inizialmente la persona - si parla di soggetti normalmente di sesso femminile - comincia a danneggiare i rapporti extra-familiari, poi compaiono i comportamenti distruttivi - aggressività, rabbia, uso di sostanze, sessualità promiscua e fuori controllo e autolesionismo (ad esempio sbattere la testa contro il muro o praticarsi tagli sulle braccia) che arrivano, a poco a poco, a manifestarsi anche nei confronti delle figure familiari.

Questi comportamenti si possono manifestare anche in un adolescente un po' ribelle che ha verso i genitori un rifiuto tipico dell'età evolutiva. Per questo le persone che circondano il paziente spesso non lo riconoscono come tale: spesso i soggetti borderline si riconoscono tra di loro per una serie di aspetti - la pratica del “tagliarsi”, i comportamenti sessuali, l’abuso di sostanze - che tra i coetanei vengono banalizzate. 

Per i genitori è ancora più difficile riconoscere le anomalie dei figli e spesso si arriva a pensare che un comportamento "strano" si possa sistemare con un po' di pastiglie, il ritiro del cellulare, l’obbligo di studiare a casa o misure di questo tipo. 

Il disturbo si trasforma quindi in un problema di educazione, quando in realtà sotto c'è un problema di sofferenza forte da parte dell'adolescente che non si sente all'altezza delle situazioni; questi vissuti, legati alla paura di perdere l'affetto delle persone significative, li porta ad essere instabili affettivamente e a livello interpersonale.

Non è comunque un disturbo risolvibile con la crescita, chi ha un disturbo borderline deve essere aiutato.

Si tratta di una problematica sociale,  il soggetto borderline è affetto da una grande ansia abbandonica in tutti i contesti in cui vive e opera, si comporta cercando di evitare tale ansia e alla fine finisce per essere giudicato, etichettato, emarginato, rafforzando il senso di abbandono al quale cerca disperatamente di fuggire, ma la famiglia del ragazzo borderline è il luogo del conflitto e non può essere quindi quello della cura. E’ necessario che il paziente sia aiutato a comprendere il suo disagio e trovare strategie di contrasto alla sua impulsività tramite l’aiuto di un professionista o in un’adeguata struttura sanitaria.