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C'è davvero una musica per ogni cuore? Amusia: l'incapacità di capire la musica

 

 

 

Per alcune persone ascoltare o produrre musica può essere più complicato di quanto si possa immaginare, e ciò ma per una vera e propria disfunzione fisiologica.

Con il termine “amusia” viene indicata l'incapacità biologica di comprendere, eseguire ed apprezzare la musica. Questo particolare caratteristica (4% circa della popolazione mondiale) è presente nell’individuo sin alla nascita a causa di un’irregolarità nel funzionamento di tutto l’emisfero destro del cervello.

Le cause di questa particolare patologia quindi non sono psicologiche, ma fisiologiche, perciò la teoria secondo la quale l’insorgere di essa sarebbe da imputare alla mancanza di ascolto musicale nell’infanzia non sembra avere alcun riscontro scientifico. Questo, come dimostrato in letteratura, era già emerso anche dallo studio di alcuni bambini abbandonati e cresciuti lontano dalla società, i quali, in assenza di specifiche lesioni cerebrali, dopo un adeguata istruzione musicale, erano riusciti a sviluppare capacità musicali quasi normali.

L’amusico appare come privo di una normale capacità di ascolto e, malgrado la normale intelligenza, presenta difficoltà nella distinzione di una nota dall’altra, di ritmi o generi musicali diversi, dei differenti timbri degli strumenti musicali. L’ascoltare la musica per lui può essere quindi un’esperienza caratterizzata da una completa assenza di emozioni o addirittura, nella peggiore delle ipotesi, un qualcosa di particolarmente fastidioso e sgradevole.

In base agli studi attuali, pare che a tutto questo esista rimedio poiché a seguito di un intenso esercizio, molti piccoli affetti da amusia sono riusciti a migliorare le loro condizioni ed in alcuni casi perfino a guarire. La stessa cosa purtroppo non si è ancora verificata nei pazienti adulti.

Tra gli strumenti utilizzati per tentare di migliorare le relazioni disturbate con la musica, particolarmente importante è la “musicoterapia”. Essa rappresenta il tentativo di risolvere il problema per mezzo del problema stesso, in quanto i pazienti vengono sottoposti all’ascolto musicale in un numero di sedute che varia in base alla gravità del caso.

Questo tipo di cura è ritenuto attualmente molto utile ad esempio per il recupero di alcune funzioni cognitive nei pazienti affetti da schizofrenia, grazie al miglioramento dell’umore e del livello attentivo, dovuto allo stato di rilassamento indotto nel paziente nella situazione di ascolto.

I benefici musicali potrebbero riguardare inoltre le proprietà plastiche del SNC. In questo caso i miglioramenti nelle diverse patologie sarebbero causati da riorganizzazione e compenso funzionale, a seguito di un’esposizione prolungata allo musica stimolo.